
Caratteristiche generali della sospensione
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Affinché la sospensione funzioni in modo adeguato riducendo i disturbi dati dal terreno sconnesso, è necessaria particolare attenzione nell’assemblaggio della forcella.
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Escursione (o altezza)
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Il primo parametro da definire in una forcella è l’escursione, la cosiddetta axle to crown. L’altezza è di fondamentale importanza in quanto una forcella lavora in condizioni ottimali se abbinata ad un telaio pensato per lavorare in determinate condizioni, ovvero ad una determinata escursione. Infatti nella totalità dei casi un determinato telaio sarà sempre progettato per lavorare ad una determinata escursione. Un’ eventuale variazione del parametro comporterebbe un’ alterazione delle geometrie, guastando il prezioso bilanciamento tra sospensione anteriore e posteriore che dona al mezzo stabilità.
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Chassis e diametro steli
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Determinata l’altezza della sospensione, il passo successivo è andare a delineare la struttura portante o chassis.
A parità di escursione spesso vi sono forcelle con diametro differente, infatti la scelta del diametro degli steli sarà definita in base al campo di applicazione del mezzo (enduro, downhill, cross-country, XC ecc..).
Una dimensione maggiore degli steli comporta un vantaggio dal punto di vista della rigidità e della robustezza, sacrificando però la leggerezza dell’insieme.
La rigidità complessiva della forcella è data, oltre che dagli steli, da altre 3 caratteristiche fondamentali:
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Testa della forcella: vincola i due steli e li collega al canotto; è un elemento che deve essere molto rigido per evitare la torsione o curvatura degli steli in frenata: è quindi molto massiccio.
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Archetto: vincolo intermedio sui cui si scaricano la gran parte delle forze di torsione. Tramite esso si trasmettono tutte le forze da un fodero all’altro, permettendo un funzionamento corretto dell’idraulica e dell’elemento elastico che si trovano su due steli separati.
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Fissaggio ruota: è il terzo vincolo di torsione della forcella. Un perno passante è una soluzione piuttosto rigida, mentre un quick release è una soluzione molto meno rigida.
È quindi la struttura nella sua totalità a determinare la rigidezza della forcella in sé. La rigidezza è un parametro che viene richiesto nella forcella poiché oltre ad essere un elemento ammortizzante è anche un elemento strutturale della bicicletta dato che collega la ruota anteriore al manubrio. Una forcella rigida è vantaggiosa perché consente una maggiore precisione di guida ed un miglior controllo della ruota anteriore anche in presenza di sollecitazioni laterali.
E’ comunque necessario relazionare il tutto alla disciplina praticata, infatti steli grossi in determinate discipline comportano un aggravio di peso che è spesso controproducente.
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Elemento elastico: aria o molla
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E’ possibile scegliere tra tre soluzioni per quanto riguarda l’elemento elastico:
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Aria: utilizzata principalmente nelle discipline pedalate, dove la leggerezza è fondamentale;
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Molle: soluzione più pesante rispetto all’aria, nelle forcelle moderne è raramente utilizzata;
Alcune forcelle hanno inoltre la possibilità di rendere variabile l’escursione. Anche in questo caso dipende molto dal telaio scelto, che in salita può lavorare meglio con forcella accorciata.
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Curva di compressione
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Il funzionamento della forcella è possibile grazie all’elemento elastico e all’elemento di smorzamento idraulico. Lavorando insieme i due elementi definiscono la curva complessiva della forcella. Una curva di compressione ottimale prevede prima una parte lineare e successivamente, dalla metà in poi circa, più progressiva (ovvero più smorzata). Il comportamento della curva dipende strettamente con il volume delle camere interne alla sospensione.
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Perno
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E’ possibile scegliere due modalità per quanto riguarda il perno della forcella:
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Passante: è la soluzione più vantaggiosa in quanto oltre a dare maggiore sicurezza, è più robusto e dona alla forcella una maggiore rigidità tra i due foderi ;
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Quick release: è il perno a sgancio rapido che semplifica la rimozione della ruota senza attrezzi, è però meno rigido di quello passante;
Generalmente nelle forcelle moderne viene sempre scelto il perno passante per i suoi maggiori benefici.
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Canotto
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La scelta del canotto attualmente è limitata e la quasi totalità delle forcelle adotta una struttura conica, più resistente a parità di peso rispetto a quelle cilindriche.
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Steli
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Spesso ciò che differenzia i diversi tipi di steli è il loro rivestimento. L’obiettivo è quello di permettere uno scorrimento ottimale degli steli. I materiali di rivestimento sono vari: anodizzazione, trattamento Kashima, Nichel o trattamenti ad alta scorrevolezza.
La buona scorrevolezza è fondamentale per il buon funzionamento della forcella, una migliore capacità di assorbire gli ostacoli assicurerà un comportamento più fluido. D’altro canto una eccessiva velocità in affondamento ed in estensione non è ideale per tutte le sospensioni ma una risposta precisa e costante dell’ammortizzazione deve essere data dall’elemento idraulico e non dall’attrito dello stelo. E’ quindi bene che la forcella scorra il più possibile.

